Paesaggio, agricoltura e sostenibilità nelle aree rurali

Switch da ArcGIS a Qgis (e viceversa)

Immagino sia capitato non solo a me, ma a molti fra coloro che usano sistemi geografici (GIS), di trovarsi nella necessità di utilizzare in parallelo sia ArcGIS (il potente software GIS della ESRI) che Qgis, il programma GIS open multipiattaforma sviluppato e mantenuto da una comunità di sviluppatori volontari, distribuito sotto licenza GNU e perciò totalmente gratuito. Arcgis è un software estremamente potente ma ha dei costi di acquisto importanti, che incidono in modo significativo sul budget di un piccolo studio. In realtà praticamente tutto quello che si può fare con Arcgis Desktop (di cui io ho acquistato qualche anno fa una licenza base per ArcGIS Desktop 9.3 prima e per ArcGIS Desktop 10.0 poi) si può fare anche con Qgis, che in più permette però di effettuare una serie di elaborazioni avanzate (come ad esempio l’estrazione di modelli 3d e la generazione di curve di livello da una nuvola di punti, l’elaborazione di raster ecc.) possibili in Arcgis solo con pacchetti aggiuntivi a pagamento e in genere molto costosi (nell’ordine delle diverse migliaia di euro ciascuno).  

Qgis dispone infatti di tutta una serie di plugin utilizzabili per le più svariate operazioni. Fra i tanti plugin disponibili per Qgis c’è anche Openlayers, che permette di caricare da remoto le ortofoto Google, molto aggiornate (con immagini di pochissimi mesi fa) o di Bing, utilissime per effettuare verifiche al suolo in coordinate, mentre il software ESRI consente di caricare in WMS (cioè utilizzando il caricamento da remoto dell’immagine) solo le ortofoto ESRI Imagery 2012, altrettanto utili (io le uso come standard per gli usi suolo) ma meno recenti.

D’altro canto personalmente trovo un po’ macchinoso il sistema di editing degli shapefile di Qgis, per cui quando devo fare analisi e delimitazioni di aree da ortofoto (ad esempio nella predisposizione di una carta dell’uso del suolo) preferisco lavorare con ArcGIS, che a mio avviso permette un editing più rapido che alla fine si traduce in una maggiore velocità di elaborazione e composizione delle cartografie. Infine, io uso generalmente Qgis su una macchina con sistema operativo linux (Ubuntu), mentre non potrei fare lo stesso con Argcis, installabile solo in ambiente Windows.

Insomma, entrambi gli strumenti presentano alcuni vantaggi (e svantaggi) d’uso e perciò l’uso delle due applicazioni in parallelo, ciascuna per le funzioni per cui l’elaborazione è più comoda o funziona meglio (sempre da un punto di vista soggettivo), può consentire una migliore operatività.

Il problema, però è che provando a caricare in Qgis uno shapefile predisposto con ArcGIS e con coordinate Monte Mario Italy 1 (la proiezione che uso più frequentemente), il posizionamento dello shapefile risulta shiftato di alcuni metri.

Per risolvere questo problema, che si verifica quando lo shapefile da esportare non è già in coordinate WGS_1984_UTM_Zone_32N – EPSG 4326 ma ad es. (appunto) Monte Mario Italy 1 – EPSG 3003, è necessario effettuare con ArcGIS una preparazione del file prima di passarlo su Qgis.

Quindi, prima di caricare da Qgis uno shapefile, usando Arcmap (il modulo base di ArcGIS Desktop) sarà necessario:

=> creare un nuovo data frame con coordinate WGS_1984_UTM_Zone_32N

=> caricare il file in coordinate Monte Mario Italy 1 e approvare la trasformation “Monte_Mario_To_WGS_1984_2” per la riproiezione in WGS84

=> facendo click destro sullo shapefile – Data – Export data selezionare come sistema di coordinate “the data frame” (cioè le stesse coordinate del data frame in cui si sta lavorando) in modo da effettuare l’esportazione in WGS84

A questo punto è possibile aprire il file direttamente in Qgis in un file progetto con sistema di riferimento WGS_1984_UTM_Zone_32N – EPSG 4326.

Le proiezioni coincideranno, e caricando ad esempio in WMS le ortofoto di Google o di Bing (dal plugin Openlayers) sarà possibile un posizionamento preciso delle delimitazioni degli shapefiles.

Ripassando da Qgis al software ESRI, quando sarà necessario caricare lo shapefile in Arcmap dentro un data frame con coordinate Monte Mario Italy1, poi, sarà necessario fare il passaggio inverso, indicando al software di applicare la trasformazione “Monte_Mario_To_WGS_1984_2” per poter posizionare correttamente il file nello spazio del diverso sistema di coordinate, come indicato in figura.

In questo modo sarà possibile posizionare correttamente gli shapefile nello spazio geografico definito dalle due applicazioni, scambiando senza problemi gli shapefiles da un ambiente all’altro e viceversa.

Paolo M. Callioni

Nota: i marchi citati in questo articolo appartengono ai rispettivi proprietari.

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