Viticoltura biorigenerativa

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Viticoltura biorigenerativa

14 ottobre 2018 Agricoltura Paesaggio rurale 0

La vite è una delle colture che possono trarre maggiore vantaggio dall’agricoltura rigenerativa. Le tecniche applicabili sono diverse: dal potenziamento della microflora del suolo e del microbiota per migliorare lo stato di salute del terreno, all’accrescimento della presenza di microrganismi, al miglioramento della funzione di nutrizione del suolo e della capacità di intercettazione delle acque profonde da parte delle radici delle piante, all’uso del cover crop per ridurre le infestanti, all’uso di preparati come il LAB per il trattamento preventivo contro malattie fungine come oidio e peronospora.

Per ottenere ciò è necessario eliminare le lavorazioni ordinarie (con un risparmio di mezzi e di carburante) e possibilmente favorire la rottura della suola di lavorazione (ci sono tecniche specifiche che possono permetterlo); utilizzare il cover crop; applicare preparati microbici nelle diverse fasi fenologiche per regolare la nutrizione e lo sviluppo vegetativo; evitare i trattamenti con prodotti chimici (anche rame e zolfo, che sono antisettici).

I risultati? Dal punto di vista dell’equilibrio suolo-pianta il miglioramento delle condizioni di evoluzione del suolo e l’integrazione di microrganismi che coinvolgono specie erbacee ed arboree favorirà una stabilizzazione della microflora, permettendo alle piante di migliorare la propria nutrizione e svilupparsi più armonicamente.

L’utilizzo del LAB permetterà di contenere in modo preventivo le malattie fungine, che in caso di precipitazioni estive produrrebbero un significativo peggioramento della qualità e della quantità delle uve, eliminando dalle pagine fogliari dei pampini quegli essudati zuccherini che permettono lo sviluppo dei funghi patogeni (oidio e peronospora), senza uso di anticrittogamici nè di rame o zolfo.

Anche la qualità dell’uva, e in particolare i contenuti di acidi organici e componenti aromatiche migliorerà per effetto del regime biorigenerativo, con migliore risultato poi anche in cantina.

Un grande vantaggio ci sarà anche per le tasche dell’agricoltore, che vedrà i costi ridursi in modo significativo: niente lavorazioni, niente concimi, niente trattamenti chimici (sostiuiti dai trattamenti effettuati con i preparati microbici), meno cure colturali e in definitiva un bel risparmio!

© 2018 Paolo Callioni

 

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